Psicologa e Psicoterapeuta

Psicologa e Psicoterapeuta

VALENTINA GLORIOSO

Psicologa e Psicoterapeuta

Dal Narcisismo sano alla patologia Narcisistica

Conoscete il mito greco di Narciso? Narra la storia di un bellissimo giovane che, rifiutando l’amore della ninfa Eco, venne punito duramente: fu costretto ad innamorarsi solo della propria immagine riflessa nell’acqua, divenendo così incapace di consumare il proprio amore.

Questa parte del mito altro non fa che raccontare un tema umano da sempre esistente  ovvero l'eccessivo amor di se stessi,  tematica oggi meglio definita anche in termini psicologici -NARCISISMO- e psicopatologici -DISTURBO NARCISISTICO DELLA PERSONALITA'- e pertanto affrontata anche nella stanza di psicoterapia. Semplificando molto, diciamo che Il soggetto con tratti narcisistici, (seppur a livelli di intensità/gravità differenti) sviluppa una vera e propria ossessione per l’immagine che di se stesso rimanda agli altri.

"Non può esserci un Dio perchè, se ce ne fosse uno, non crederei che non sia Io"

(Friedrich W. Nitetzsche)

 

 

Dal narcisismo sano alla patologia narcisistica


Il narcisismo è un tratto della personalità che può essere considerato, entro certi limiti, uno stato assolutamente fisiologico: un buon grado di autostima, delle sane ambizioni, un senso di potenza del proprio essere - inteso come "sono consapevole di ciò che valgo o che potenzialmente posso raggiungere"-, rappresentano degli atteggiamenti funzionali specie in peculiari momenti e situazioni della vita quotidiana (ad esempio di fronte di una prestazione da affrontare, nel gestire una frustrazione temporanea, nel darsi degli obiettivi futuri, nell'aprirsi a nuove sfide, ecc.). Laddove, invece, quest’atteggiamento psicologico inizi a manifestarsi in modo assoluto, massiccio ed indifferenziato, si rischia di uscire da un sano modo di muoversi nel mondo, venendo ad interferire con l'immagine reale di se stessi, degli altri e delle relazioni che con questi si instaurano;  allontanandosi da modalità relazionali autentiche ed empatiche ci si espone al rischio di "annacquarle" vale a dire di vestirle di artifizi nevrotici, maschere e rapporti strumentalizzati o manipolatori.


Caratteristiche sintomatologiche della patologia narcisistica


I Narcisisti patologici sono animati da:

- Fantasie di grandiosità e successo illimitato;

- Pretesa di ammirazione da parte degli altri;

- Assenza di empatia. Queste persone sono incapaci di mettersi nei panni altrui, di sentire ciò che gli altri provano, pensano o esperiscono. L'altro è riconosciuto unicamente come Se parziale, ovvero strumento per raggiungere i propri scopi e rinforzare narcisisticamente l'immagine (grandiosa) di se stessi. Essendo la mancanza di empatia una delle caratterisiche tipiche del narcisista, va da se la significativa difficoltà mostrata da questultimo nel mettere in discussione la propria visione delle cose che finisce col divenire  unica, monolitica ed ineliminabile: classicamente il narcisista "fa fuori" dalla sua schiera di "amici" l'altro che non conferma più la (sua) Verità!! Il narcisita non è una personalità ben centrata su se stessa; al contrario, è un ego-centrico. Tutto deve e può ruotare esclusivamente intorno al proprio sistema di bisogni e convinzioni indiscutibili anche di fronte ad evidenze che dovrebbero farle invece vacillare.


La maschera del narcisista


Il narcisista patologico indossa costantemente una maschera, l'uomo che "tutti dovrebbero invidiare"; in realtà dietro questo travestimento si nasconde una fragile e precaria autostima:  è un soggetto ipersensibile alle critiche, alle battaglie perse o ai fallimenti. Alla sua  aspirazione alla grandiosità, unicità e superiorità, si contrappongono inenarrabili sentimenti di inferiorità, vulnerabilità al giudizio esterno e paura del confronto. Laddove gli altri rappresentino un ostacolo al soddisfacimento del proprio bisogno di adulazione, i narcisisti possono o evitare gli altri ostacolanti adducendo motivazioni illusorie ("Io non ho bisogno di lui"; "Io sono migliore di lui"; "gli altri non mi capiscono a dovere") oppure possono adirarsi a tal punto da sabotare la relazione con gli altri "giudicanti". Talvolta manifestano sindtomi di ansia e attacchi di panico; spesso esperiscono vissuti depressivi che in certi scenari possono sfociare in comportamenti autolesivi (sino all'ideazione suicidaria).


Cause del narcisismo patologico


Le variabili causali del narcisismo patologico non sono definite in maniera univoca. Spesso, questo quadro risulta dalla combinazione di fattori bio-psico-sociali che intervengono nel corso dello sviluppo dell’individuo.

Tendenzialmente lo sviluppo del disturbo è comunque favorito dalla crescita in un ambiente familiare invalidante, come quello in cui vivono due genitori iperesigenti; una madre ed un padre che non gratificano mai; relazioni di attaccamento evitanti o ambivalenti (es. madre che svaluta o che manda messaggi contraddittori al figlio); dal vivere in famiglie incapaci di fornire al bambino le necessarie attenzioni emotive e le conseguenti soddisfazioni dei suoi bisogni (emotivi). Rispondendo a questa modalità relazionale anaffettiva attraverso l'interiorizzazione della stessa, gradualmente il soggetto narcisista risolverebbe la continua minaccia alla propria autostima, sviluppando una sorta di complesso di superiorità, destinato a reiterarsi nel tempo nei diversi futuri scenari relazionali (amicizie; relazioni di coppia; rapporti di lavoro).

 

Narcisismo patologico e relazioni sentimentali


Vista dall’esterno la persona con elevati livelli di narcisismo appare “la persona ideale”, "perfetta", quella che tutti sognano, in quanto ben inserita e spesso molto affermata socialmente e/o professionalmente.

In una fase iniziale della conoscenza, la persona è abilissima nell’apparire per quello che non è: questa è la  prima forma di manipolazione che il narcisista mette in atto.

In genere molto dotato a livello intellettuale, il nostro Narciso appare molto sicuro di sé, indistruttibile, anche se nel profondo ha un costante bisogno di nutrire il suo mondo interiore vuoto, "succhiando" energie agli altri e rimpolpando in questo modo la propria autostima (fondamentalmente precaria).

In particolare, una volta divenuto adulto, il narcisista deve tenere sotto controllo quegli altri che ai suoi occhi esistono esclusivamente per soddisfare le sue necessità di rinforzo positivo ("sono il più capace, il migliore, so fare tutto", ecc.), e gli svariati tentativi che il partner farà per cercare di cambiare la persona, mostrando la propria sofferenza o i propri bisogni da lui mai soddisfatti, saranno puntualmente dei buchi nell'acqua. Il narcisista è infatti insensibile alla sofferenza altrui, non è empatico e non sa provare sentimenti autentici (anche se a volte fa di tutto per apparire una persona molto sensibile ed empatica o si descrive come tale).


Hai una relazione con un narcisista? Vediamo in breve le 3 fasi del rapporto


Fase 1 –  La seduzione

E' in questa prima fase che il narcisista si sforza di apparire al meglio: presta molta attenzione a mostrare un falso sé, mentendo, recitando un ruolo degno di un copione (quello da lui scelto!!).

Indipendentemente dalla veste che vuole indossare, l’obiettivo è sempre lo stesso: sedurre l'altro, farlo capitolare e far si che, da quel momento, rivolga a lui le proprie attenzioni in modo esclusivo. Per raggiungere tale scopo, è frequente che all’inizio mostri un lato di sè vulnerabile, stimolando il senso di accudimento nel partner. E' tipico, infatti, che il narcisista racconti di un’infanzia infelice, evocando nell’altro il desiderio di renderlo felice a tutti i costi, snaturndosi per lui, modificandosi per andare incontro alle aspettative del Narciso, quasi in un circuito di sfida con le proprie possibilità. Il partner si convince in sostanza di riuscire a soddisfare i suoi bisogni e, soprattutto, di poterlo cambiare.

 

Fase 2 – L'intromissione


Se i due partner giungono a formare una coppia, le loro vite si incrociano a vari livelli: sentimentale, sociale ed economico. Il soggetto con narcisismo patologico agisce per isolare l’altro dalla propria famiglia, dai suoi amici, dal lavoro. A livello individuale si muove facendolo sentire sempre più fragile attraverso l’uso della critica, della svalutazione, che dapprima usa in modo sottile, poi sempre più aspro e manifesto.

 

Fase 3 – La distruzione dell’altro


La distruttività del narcisista emerge con tutta la sua forza e il soggetto diventa più esigente, violento, geloso e distante. A questo punto della relazione, è già riuscito a far sentire l’altro privo di valore ed insicuro di sè (a volte una nullità). Il narcisista è perennemente svalutante (non più solo a livello tacito ma anche e soprattutto esplicito) e non è insolito che arrivi ad aggredire verbalmente o fisicamente il proprio partner. A livello verbale alterna momenti di dolcezza ad episodi di aggressività e sono proprio queste oscillazioni a rendere ancora più dipendente il partner, che si destabilizza, si sente confuso, e non sa più come comportarsi: esita a perdonarlo e poi lo perdona pensando che cambierà. Attraverso i maltrattamenti (psicologici, emotivi e  più raramente fisici) il partner si paralizza, vedendo depotenziare le proprie capacità.

 

"Avevamo un sacco di cose in comune. Io lo amavo e lui amava se stesso"

 (Shelley Winters)

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